Girare Favignana in bicicletta è una delle cose più divertenti che potete fare con le amiche.

Fermatevi al primo rent a bike, contrattate sul prezzo, fatevi una foto con i ragazzi e via in giro per l’isola.

Favignana è stata la seconda tappa del nostro Sicilia on the road tutto al femminile.

Non avevamo comprato i biglietti dell’ aliscafo in precedenza  per timore di non farcela dato il tempo  limitato,  ma l’unica cosa certa è che eravamo intenzionate a visitarla anche solo per poche ore.

La mattina a mente lucida, ancora sedute intorno al tavolo della cucina e con il caffè caldo nella tazza decidiamo di comperare i biglietti on line, detto fatto in pochi minuti eravamo già pronte per salpare sul traghetto…

In realtà pronte proprio no, in effetti la prenotazione era di li ad un’ora, ma ovviamente non avevamo calcolato il traffico che avremmo trovato alle 9.30 circa a Trapani.

L’imbarco era alle 10.20, noi a quell’ora avevamo appena parcheggiato, ma non demordiamo e dopo una corsa da maratona di New York arriviamo davanti ad un cancello nel mentre lo chiudevano. Senza sapere se fosse il nostro traghetto o meno  Cecilia grida ” fermatevi dobbiamo salire noiiii!. Per non portarla alla lunga non era lì che dovevamo salire ma al molo ultimo del porto…il nostro traghetto che nel frattempo sarebbe già dovuto essere partito era però in ritardo!

Un gruppo di pazze scatenate, senza vergogna, senza preoccuparci di nulla: la mente libera! Che bella sensazione questa, qualcosa che accade solo in compagnia di amiche donne che hanno il tuo stesso modo di divertirsi.

Un divertimento sano, quello che in genere é tipico dell’adolescenza, ma che spesso molte di noi non hanno avuto.

Su l’isola di Favignana…

L’ isola di Favignana è la principale delle Egadi insieme a Marettimo e Levanzo.

La leggenda dell’origine dei nomi delle tre isole Egadi

Secondo la leggenda il dio Elios inviava il suo gregge ai pingui pascoli dell’isola di Trinacria, affidandolo alla custodia delle due graziose figlie, le pastorelle Fauetusa e Lampatia, nate da suo amplesso con la giovane Neerea. Così i nomi delle isole Egadi prenderebbero origine dai due nomi delle pastorelle e dalla loro madre: Auegusa – Favignana (Foetusa), Pharbantia – Levanzo (Lampatia) e Hiera – Marettimo (Neerea)
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Salpiamo…

45 minuti di traghettata e finalmente mettiamo piede sull’isola! Mare e monti, barche e biciclette.

Decidiamo di girare Favignana con la bicicletta noleggiandola a 7 euro. Ci spiegano che strada fare ma decidiamo di prendere le indicazioni riportate sulle frecce in legno con su scritto i nomi delle spiagge: lido Burrone, Cala Rossa, Cala Azzurra, etc..

 

 

Il comune denominatore è il blu intenso del mare ed ogni scorcio si contraddistingue da calette, baie e ciottoli.

La bici credo sia stata una scelta azzeccatissima. Libertà assoluta di movimento, curiosità e piena autonomia nello scegliere i percorsi, scendere, mettere il lucchetto alle bici e immergerci nella natura.

Il porticciolo dell’isola di Favignana è al centro tra Punta di San Nicola e Punta del Faraglione nella Cala Principale.

Vedrete piccole imbarcazioni di pescatori e pescherecci colorati.

Il centro storico di Favignana si trova a pochi passi dal porticciolo e l’edificio più famoso è Villa Florio che da salotto per soli nobili dell’omonima famiglia di Marsala ora è diventato proprietà del comune,  sede del consiglio e della biblioteca.

Palazzo Florio si trova nei pressi di Piazza Europa, centro della movida isolana con bar, ristoranti negozi e strutture ricettive

 

L’isola di Favignana è come una farfalla non solo per la sua forma, ma per la leggerezza e la bellezza essenziale e naturale del suo essere.

Il mare turchese che luccica sotto il sole giallo, le grotte e le scogliere. La semplicità dei suoi percorsi sterrati di tufo bianco e costeggiati da fichi d’india.

La sensazione di pace, il tempo che sembra essersi fermato e che ti impone di non pensare a nulla, ma solo di godere di questi momenti.

Il nostro tempo a disposizione è terminato, l’aliscafo è arrivato. Abbiamo visto ciò che si doveva vedere, ma non abbiamo assaporato la sua essenza proprio per colpa dell’orologio che li deve fermarsi.