Tra la terra ed il mare Adriatico, nella parte più orientale della Puglia, Otranto fa da vedetta quasi ad interfacciarsi con la vicina Albania della quale nelle giornate di bassa marea, si possono vedere nitidamente le sue montagne.

Nel momento stesso in cui si pronuncia il nome di Otranto si viene catapultati in una dimensione capace di darti fortissime emozioni.

 

Otranto è salento, quello della prestigiosa terra D’Otranto in epoca Bizantina nonché regione del Regno di Napoli e feudo aragonese. La sua storia continua con l’invasione turca della quale si custodiscono nella cattedrale le reliquie degli 813 abitanti decapitati dopo essersi rifiutati di convertirsi all’islam.

Come qualcuno direbbe “tanta roba” è Otranto, non solo per la sua storia, ma anche per la sua bellezza!

Iniziamo dal mare che è il protagonista: qui potete vedere il punto dove l’occidente e l’oriente si abbracciano, nel nome di Ionio ed Adriatico e sotto la luce del Faro di Punta Palascia, uno dei cinque del mar Mediterraneo tutelati dall’Unione Europea, e la spiaggia dove sbarcarono  nel lontano 1400 i turchi: la Baia dei Turchi.

 

Nel mezzo di questi due punti importantissimi c’è la città arroccata sulla roccia e custodita dalle forti mura aragonesi con le sue case bianche  e le stradine mattonate che salgono dopo aver oltrepassato la Porta Alfonsina verso la Cattedrale di Santa Maria Assunta.

Bellissimo il castello che si affaccia sul mare, è facile immaginare i soldati che facevano da vedetta per eventuali attacchi saraceni.

Un borgo piccolo ma nello stesso tempo importante, un sunto tra mare, storia, buon cibo, gente gioviale, tradizioni antiche e distese di uliveti. Qui potete comprare la frutta a km 0 del contadino, mangiare il pesce appena pescato, tuffarvi nelle vicine grotte di mare o solo rilassarvi con un buon pasticciotto seduti sulla meravigliosa terrazza.

Quando tornerete a casa e qualcuno vi chiederà cosa ricordi di Otranto? Risponderete Il blu e il bianco, il vento ed il sole, la terra rossa e il verde argenteo degli ulivi secolari