Come ho organizzato l’ on the road low cost in America

 

  •  Monitorando l’andamento dei voli per mezzo anno. Questo mi ha consentito di capire quale fosse il prezzo giusto d’acquisto. Come ho fatto? Consultando il sito GOOGLE FLIGHT.
  • Acquistando il volo al minor prezzo, esattamente 8 mesi prima. Per i voli internazionali non vige il last minute!
  • Prima dell’acquisto del volo ho verificato i prezzi dell’assicurazione sanitaria all’estero, questo mi è servito per capire se l’assicurazione offerta dalla compagnia aerea fosse competitiva. In effetti a parità di condizioni ho risparmiato circa 50 euro.
  • Con l’aiuto di una mappa stampata ho evidenziato i posti che volevo visitare e grazie a google map ho calcolato i km da fare da un posto all’altro. Questo serve per avere le idee chiare sui tempi di percorrenza ed includere tappe intermedie per riposare.
  • Decise le tappe, anche se non del tutto confermate, ho bloccato gli hotel. Come per i voli bisogna vincere sui tempi, prima si prenota e meno si paga. La caratteristica degli hotel doveva includere: parcheggio gratuito, colazione inclusa, posizione strategica. Per strategica non significa “ad un passo da…”, ma “è facile raggiungere il…”
  • Per noleggiare la macchina non ho avuto fretta, dal momento in cui ho acquistato il volo ho verificato i prezzi fino a circa 2 mesi prima dalla partenza. Questo mi è servito a paragonare prezzi e optional inclusi come navigatore, secondo/terzo conducente o offerte su pacchetto assicurativo completo.
  • Infine ho acquistato  gli ingressi ai tour che volevo fare, ma non per risparmiare, ma per assicurarmi l’accesso!

 

In quasi 8 mesi, leggendo articoli, libri, iscrivendomi in vari gruppi facebook ho deciso il percorso da fare toccando la California, Arizona, Utah e Nevada.

Un territorio immenso che solo sulla cartina mi faceva battere forte il cuore!  Il tour tra California e parchi è stato uno dei miei tanti sogni nel cassetto da realizzare e città come San Francisco, Los Angeles, Las Vegas, gli stessi parchi oltre ad essere location di moltissimi film sono stati i protagonisti dei mei film mentali!

Dopo questa premessa, tralasciando l’euforia nel momento in cui ho comprato il volo e sorvolando il mix perfetto creatosi tra adrenalina, felicità, emozione nel salire sull’aereo …

…Arriviamo in aeroporto di  San Francisco 

il 13 settembre 2022

Sono le 18,30, il sole è ancora alto. Ci troviamo con un fuso orario di 9 ore in dietro rispetto l’Italia, ma siamo carichi!

Ci attende una lunga coda per i controlli sicurezza, la nostra è la fila “visitatori”, ne esiste un’altra  per i possessori di green card e residenti.

Quali domande fanno i poliziotti al banco immigrazione negli States?

Consegnate il passaporto, i loro occhi si incroceranno con i vostri e dopo di che vi chiederanno:

  • E’ la vostra prima volta qui?
  • Qual è il motivo del vostro viaggio?
  • Dove alloggerete? Hotel o altro?
  • Quanto ti fermerai negli Usa?

Anche se non parlate inglese, non c’è nulla da temere si faranno capire benissimo!

Tutto questo ci ha portato via quasi due ore, è buio e la stanchezza si inizia a far sentire. Aspettiamo pochi minuti la navetta gratuita dell’hotel e la serata si conclude dopo aver fatto il check-in in albergo.

Cosa vedere in 24 ore a San Francisco 

Solo 24 ore per una città così grande? Purtroppo si, come vi ho spiegato prima abbiamo una tabella di marcia serrata.

Il nostro hotel è vicino l’aeroporto, la scelta è stata dettata dal prezzo/qualità, colazione inclusa, servizio navetta gratuito da e  per l’aeroporto, comodità in base ai nostri orari di check-in e noleggio auto.

Grazie al  jet lag alle 4,30 di mattina siamo tutti svegli. Dopo aver fatto colazione chiamiamo Uber che in 20 minuti ci accompagna presso la prima attrazione da vedere: le Painted Ladies

Uber è stra consigliato avendo costi decisamente bassi ( una media di circa 4 euro a persona in quattro per distanze medio/lunghe).

Le Painted Ladies

Scendiamo ad Alamo Square e proprio di fronte ci sono delle case private che sono diventate delle vere e proprie attrazioni. Si tratta di case vittoriane finemente colorate di toni pastello, una accanto all’altra tanto da essere nominate “le sette sorelle”.  Si iniziò a costruire in stile verso la metà del 1900.

Sono apparse in diversi film come “l’uomo bicentenario” con Roby Williams. 

pantied

War Memorial Opera House

Un teatro dedicato ai defunti della seconda guerra mondiale, in stile dorico – romanico.

Union Square

La piazza centrale di San Francisco dove oltre a negozi e palazzi, la protagonista indiscussa è il Cable Car dichiarato patrimonio storico nazionale.

Il Cable car è un tram a trazione meccanica a tre linee che attraversano alcune delle zone più interessanti della città, come il distretto finanziario, Nob Hill, Chinatown, North Beach, Russian Hill e Fisherman’s Wharf.

Chinatown l’abbiamo vista a bordo del cable car.

Il costo è di 8 dollari per una sola corsa.

Lombard Street 

Credo che questa strada sia la più iconica di San Francisco.

Una strada ripida e tortuosa a forma di serpente in zona Russian hill. Il nome è un omaggio ai banchieri  lombardi che fecero conoscere il tasso di anticipazioni sui titoli inventato però dai toscani. 
La sua caratteristica forma a curve con l’inserimento di aiuole fu ideata da un abitante del luogo per renderla di facile accesso alle macchine data la salita ripidissima. 
Dalla parte più alta si ha una magnifica vista sulla città.

Fisherman’s Wharf

Il capo linea del Cable car arriva proprio qui, in questo villaggio di pescatori ora diventato zona turistica con negozi di souvenir e ristoranti.

L’odore del mare si confonde con gli odori della cucina. Numerosi negozi di souvenir che colorano le strade e le barchette ancorate colorano il molo. 
Da qui  si vede l’isola di Alcatraz, famosa per il penitenziario più infernale del scorso secolo.  Ora è diventato un museo e  principale attrazione di San Francisco.

Qui non potete non mangiare la famosa “Clam Chowder di San Francisco” una zuppa di pesce, solitamente a base di vongole e patate servita all’interno di un bel panino.

Golden Bridge 

 “La vetrina quotidiana del Golden Gate Bridge dalle avvolgenti stole di nebbia alla piena gloria è ancora lo spettacolo più provocatorio della città”.

– Mary Moore 

Con un autobus di linea abbiamo raggiunto il punto panoramico per poter osservare il tanto desiderato Golden Bridge. 
L’area che precede il punto panoramico è  rappresentativa della storia del ponte la cui costruzione iniziò nel 1932 per unire la baia  alla contea di Marin. 
Il Golden bridge però non ci regala la foto tanto attesa, la nebbia piano piano lo sta ricoprendo.

San Francisco è famosa per Karl the Fog ( la nebbia) in quanto la temperatura calda dell’ entroterra californiano si interfaccia con le temperature basse dell’oceano Pacifico. 

San Francisco non è la città dall’effetto wow. Non troverete grattacieli, ma case coloniali e le strade sono semplicemente a due corsie. Dai tratti europea si ha la sensazione di sentirsi a casa ed anche qui come in ogni città Americana visitata, la gentilezza della gente ti lascia senza parole.

4°giorno: direzione Los Angeles 

Tempo di percorrenza circa 9 ore. Arrivo  ore 22. Miglia 383.

Credo che la vera vacanza per me sia iniziata nel momento in cui siamo saliti sul’auto. 
Percorrere strade sconosciute, ammirare panorami unici, decidere delle soste sul momento solo per visitare qualcosa e fermarsi a mangiare in qualche stazione di servizio isolata. Per me questo è stato il viaggio nel viaggio.

Abbiamo fatto in parte l’highway 1 ( la famosa strada panoramica) fino a Monterey per poi proseguire in superstrada  per accellerare i tempi.

Distese enormi nel nulla, paesaggi infiniti mentre il sole della California colorava le montagne di oro. Solo segnali di limiti di velocità che non dovevano superare le 55 miglia pena la pattuglia pronta ad intervenire. 


Per guidare in America basta la patente italiana.

Si iniziano a vedere le prime insegne di Los Angeles, in lontananza un muro di grattacieli e poi quello che non avremmo mai voluto trovare dato la tarda ora: il traffico chilometrico.

Reimpostiamo il navigatore per poter arrivare in hotel quanto prima possibile, siamo stanchissimi e non vediamo l’ora di coricarci.

la posizione dell’hotel è stata  strategica, località Montebello, non centrale ma servita dagli autobus. Oltre ad essere bellissimo, ogni mattina offriva un’ abbondante colazione!

Cosa vedere a Los Angeles in 24 ore 

“Settantadue sobborghi in cerca di una città.”

DOROTHY PARKER

Los Angeles non è una città! Non ha un centro, ma quartieri indipendenti e diversi tra loro.

Fa caldo, le palme altissime sono l’ornamento di tutte le strade. 
Prendiamo la metro da Union Square e ci dirigiamo verso walk of fame.

Walk of fame 

Los Angeles è Hollywood, cinema, premi Oscar e tutto ci gira intorno. Lo percepisci nel’aria oltre al fatto che sono bravi a promuoverlo!
La walk of fame è la strada delle celebrità, una piastrella grigia con al’interno una stella a 5 punte in ottone incastonata lungo il viale.

Ogni stella è dedicata a chiunque abbia contribuito direttamente o indirettamente all’industria dello spettacolo e non solo. Oltre al nome è riportato uno stemma che indica la categoria per la quale ha ricevuto la stella.

TCL Chinese Theatre 

Lungo la Walk of fame si trova il TCL Chinese Theatre. Caratteristica di questo teatro sono dei blocchi di cemento posti sul piazzale esterno dove sono incise le firme di tantissimi attori dal 1920 ad oggi.

Griffith Park/Hollywood Sign

Tutto ruota intorno ad Hollywood e poteva mai mancare la scritta sulla collina? Simbolo indiscusso della città di Los Angeles, la Hollywood Sign può essere fotografata raggiungendo con un autobus di linea gratuito l’osservatorio Griffith.

Universal Studios

Se avete tanto tempo a disposizione dedicare un giorno agli studios sarebbe l’ideale, altrimenti fate come noi: un giro gratuito sul trenino interno, qualche foto, un gelato e poi verso altre destinazioni!

Santa Monica Pier

Ad un’ora di distanza circa di metro abbiamo raggiunto la costa. Il molo di Santa Monica è l’icona del divertimento, le onde dell’oceano, dei tramonti più popolari e non meno nota il punto dove termina la famosa Rue 66.

Un insieme di vibrazioni che ti accelerano i battiti!

Suoni ritmici che rimbombano gradevolmente nelle orecchie mentre il vociare della gente è sempre più fitto. Santa Monica è questo, un miscuglio di tante cose che poco si accomunano ma che insieme la rendono magica.

  

5°giorno:  direzione Williams ( Arizona)

Tempo di percorrenza 7 ore. Km circa 700. Arrivo previsto ore 18.

Partiamo direzione Williams verso le 8.30 di mattina, anche questa tratta è stata un viaggio nel viaggio. Abbiamo percorso un tratto della mitica Rue 66 in mezzo al nulla. L’unica nostra preoccupazione era trovare qualche stazione di rifornimento per rimboccare il serbatoio.

Strade come serpenti, paesaggi aridi e rocciosi. Qui si inizia a respirare la vera aria del west.  In lontananza dei vagoni di treno merci in cammino, saranno stati un centinaio. Tir che a passo lento e costante erano i nostri unici compagni di strada. 

COSA FARE A WILLIAMS

Arriviamo secondo l’orario previsto nella tipica cittadina di Williams. Qui tutto richiama la Rue 66, un posto che sembra essere rimasto congelato al 1881, l’anno in cui fu fondata.

Prettamente turistica, la sua fortuna credo sia dovuta al fatto che dista pochissimo da Grand Canyon, non a caso infatti ha preso il nome di “Gateway to the Grand Canyon”.

Qui sentirete fischiare ogni ora il treno storico, il Grand Canyon Railway che collega la città di Williams al Grand Canyon Village.

Andate a mangiare dell’ottima carne alla brace al Cruisers Cafe 66 e passeggiate nelle poche strade piene di negozietti di souvenir illuminati a neon. 

 6°giorno:  direzione Grand Canyon e Monument Valley, Arizona

 Tempo di percorrenza circa 5 ore, km 249 miglia.  Arrivo previsto ore 9 al Grand Canyon, ripartenza ore 11  direttamente per Monument valley il cui arrivo è alle ore 16.

E’ solamente tanta roccia e poi tanta acqua e vento, e tanto tempo, che messi tutti assieme fanno il Grand Canyon…

 

Da Williams raggiungiamo in circa un’ora la base dove prenderemo l’aero per il giro sul Canyon. Il cielo è terso, temperatura fantastica, le premesse per una vista mozzafiato sono ottime.

Dopo aver convalidato la prenotazione saliamo con altre 5 persone su un piccolo aereo. Non immaginavamo assolutamente cosa avremmo visto.

Iniziamo con una distesa di alberi che dal’alto sembrano minuscoli tanto da formare un area enorme come erbetta, ci guardiamo quasi a dire: tutto qui? Pochi secondi dopo l’infinito di rocce sinuose e colorate. Non c’era una fine, come sembrava non ci fosse un limite di profondità se non dopo aver scorto il fiume Colorado che quasi indisturbato ed incosciente seguiva il suo corso. Incosciente di cosa? Del capolavoro che nel corso dei secoli è riuscito a creare.

Il canyon non è altro che una gola direte voi, ma la gola è lunga 450 km e profonda 1800 metri. 

Il parco nazionale del Grand Canyon si divide in South, North e West rim.

Il south è il classico che vine visitato, più turistico e sempre aperto. Il north rim è la parte più selvaggia e meno turistica. Il west rim è molto vicino a Las Vegas e si offre per i tour in giornata dalla città. Tra il south e il north rim c’è la distanza di tutto il canyon e cioè 450 km.  

Terminato il giro in aereo durato circa un’ora abbiamo ripreso la macchina per dirigerci verso la Monumet Valley e questo ci ha consentito di accedere al percorso del Grand Canyon Village senza pagare nulla ( il costo per i visitatori è 35 euro a vettura) e fermandoci nei punti panoramici. 

Fermarci e sporgerci sulla roccia è stata l’esperienza più adrenalinica mai fatta. La sensazione del vuoto sotto e l’immensità dell’area hanno fatto tremare le mie gambe come due foglie!

 

Da qui alla Monument valley è un susseguirsi di panorami unici. Oltre a tutto il canyon che abbiamo costeggiato attraversiamo distese di terra di un rosso mai visto. Anche qui intorno a noi il nulla, ma solo cielo blu, asfalto grigio e terra rossa.

Entriamo nella terra degli indiani d’America, in Utah. Qui vive la popolazione Navajo. Qui non esistono città, ma villaggi sparsi. Noi abbiamo soggiornato a Kajenta dove l’unica cosa che c’è un grande centro commerciale.

I Navajo hanno delle proprie leggi e dei regolamenti autonomi. I tratti somatici li rendono facilmente distinguibili dal resto della popolazione.

La Monument Valley

Non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli.
(Proverbio dei nativi americani)

Vi dico la verità, questo è il parco che volevo assolutamente visitare. Questo è il posto che ha dato il via alla realizzazione del viaggio stesso. 

Avete mai visto il film  Forrest Gump? Ricordate la scena in cui Tom Hanks corre e corre?  La scena è stata girata proprio qui, sulla strada per arrivare alla valle e noi la stiamo percorrendo in macchina nel senso opposto di marcia. In fondo si vedono le guglie di roccia rosse.

L’emozione è indescrivibile e la bellezza disarmante. Entriamo nel parco in macchina al costo di 8 dollari  a persona.

Sembra di essere in un film western: il vento fa volare la sabbia rossa, tronchi secchi che diventano sculture sulla terra, rocce alte dalle forme più bizzarre, e noi piccoli spettatori di una natura imponente ed orgogliosa.

 

7°giorno: direzione Page, Utah

Partenza da Kajenta ore 9, arrivo previsto ore 9…Non è un’errore, qui c’è il fuso orario di 1 ora!

 

Cosa fare a Page

Page è un piccolo villaggio fortunato in quanto la zona intorno è piena di cose da vedere, ma noi dato il tempo ne abbiamo scelto solo due: l’Antelope canyon e l’Horseshoe bend.

A Page potete andare a mangiare del’ottima carne alla brace da Big Johns. Un locale in stile texano molto carino.

Antelope Canyon

L’Antelope canyon è un canyon in pietra arenaria, probabilmente il più conosciuto e fotografato. Inconsapevolmente è lo sfondo che molti di voi hanno su pc con il  sistema operativo Windows.

L’antelope canyon si suddivide in upper, lower e X e sono sotto il monopolio della comunità Navajo che obbliga la prenotazione del tour guidato.

 

Trattasi di un luogo sacro il cui ingresso per i Navajo è paragonabile a quello in una cattedrale. Il canyon si è creato nel corso dei secoli dall’acqua che attraversava l’arenaria formando il tipo di canyon denominato slot ( canale lungo, stretto, profondo e tortuoso).

Tra i tre canyon noi abbiamo scelto l’X che al momento risulta il meno turistico e con un costo leggermente inferiore.

E’ un insieme di due canyon, facilmente accessibili senza grandi difficoltà.

Ora chiudete gli occhi, immaginate di camminare in dei corridoi stretti dal pavimento di sabbia rossa e dei muri sinuosi, lisci, ondeggianti e un soffitto di cielo azzurro. La luce filtrata rende tutto di un colore non definito che va dal rosso, viola e blu.

Tutto sembra magico e surreale.

Horseshoe Bend 

Non molto distante dall’Antelope canyon, esattamente 10 miglia, troviamo un altro capolavoro creato dal’artista più indiscusso del west America, il fiume Colorado.

L’Horseshoe Bend prende il nome dalla forma a staffa di cavallo ed è un meandro del Colorado River. Il punto  panoramico è a 1300 mt sul livello del mare. 

Facilmente raggiungibile a piedi e al costo di 1 dollaro.

8°, 9° giorno: direzione Las Vegas, Nevada.

Tempo di percorrenza circa 5 ore, km 440. Arrivo previsto per le ore 13.

Cosa fare a Las Vegas

“Devo evitare di trovarmi nelle vicinanze di Las Vegas con dei soldi in tasca.”

ADAM SANDLER

  Sono rimasti solo due giorni di quest’avventura strepitosa e siamo stanchi! Abbiamo cambiato fin ora 5 hotel e percorso 3000 km.

Gli ultimi due giorni li abbiamo lasciati per riposare e Las Vegas non può che fare al caso nostro.

Arriviamo secondo l’orario di marcia dirigendoci direttamente in hotel. Passiamo qualche ora in piscina sotto il sole cocente ed un venticello secco per poi riconsegnare la macchina. Diciamo addio al Chrysler che ci ha accompagnato per tutto il tour.

Las Vegas è un parco divertimenti elevato all’ennesima potenza!

La  strip è un susseguirsi di hotel a tema che riproducono in tutto e per tutto le città che rappresentano. I casinò sono ovunque aperti h 24.

E’ una città assurda, irreale dove sembra assurdo anche che vivano persone comuni.

Entrare nel Venice hotel e pensare di essere a Venezia! Gondole, ponti, palazzi, piazze, una città al’interno di un hotel.

Guardare la torre Eiffel del’ hotel Paris e chiedersi  se mai esiste un differenza con la reale!

Vivere  la scena di ” Una notte da Leoni” entrando nel Caesars Palace oppure pensare di essere a Manhattan  al New York Hotel con l’Empire State Building e la Statua della libertà.

Non ultimo e meno importante lo spettacolo delle fontane danzanti del Bellagio Hotel che dalla mattina fino a mezzanotte ogni mezz’ora danno spettacolo.

Las Vegas è tutto questo, un parco divertimenti dove anche l’impossibile diventa normale! Nulla ti meraviglia lì ed è questo l’animo della città.

Las Vegas è famosa per i matrimoni e secondo voi cosa ho fatto? Ho rinnovato le promesse al Graceland Wedding Chapel . E’ stato regalato dai miei amici e mi son godute quelle poche ore come assoluta protagonista di un film..comico!

Prelievo in limousine dall’Hotel, celebrazione e comparsa di un tizio che si reputava sosia di Elvis Presley! Non potete capire le risate, ma è stato esattamente come lo avevo immaginato! 

10° giorno: volo interno da Las Vegas a San francisco e rientro in Italia.

Non è stato un viaggio facile per me, arrivo alla parte meno romantica e meno felice di tutta la storia. 

Sono partita con serie difficoltà a camminare e con tanta paura di un attacco miastenico sconosciuto. I sorrisi delle foto erano forzati, ma non ho voluto mollare. L’ostinazione  è stata più forte della paura di non farcela. Amavo i lungi tragitti in macchina perchè ero a riposo come ho odiato quei momenti in cui volevo fare quel tantino in più, ma la MIA non me lo permetteva. Ora però ringrazio la mia caparbietà perchè grazie ad essa ho scritto un piccolo paragrafo della mia vita.

 

Link ed informazioni utili 

Pernottamenti e costi 

Hotel a San Francisco https://bit.ly/3dENxlm. Vicino aeroporto con navetta gratuita da e per aeroporto con colazione inclusa. Con Uber per arrivare in centro si spende circa 30 dollari per 4 ( quanto il treno). Una volta in centro potete prendere gli autobus di linea  il cui biglietto giornaliero costa 5 dollari. 

Hotel Los Angeles  https://bit.ly/3C1Mg0P. Bellissimo, colazione super, parcheggio gratuito e vicinanza alla fermata autobus 106 per il centro.

Hotel Williams  https://bit.ly/3r0IKgY . Senza infamia e ne lode ma a mezz’ora dal Grand Canyon, colazione inclusa e vicino al delizioso centro del paese.

Hotel a Kajenta  https://bit.ly/3UrTLWl. 20 minuti dalla Monument Valley, con colazione inclusa.

Hotel a Page  https://bit.ly/3xNwQed.  Posizione ottima sia per Antelope canyon e Orshoe bend.
N.b Vicinissimo ad  un locale tipico di carne texana.
 
Hotel a Las Vegas https://bit.ly/3UwFmbj. Complesso enorme con piscine, jacuzzi, bar e ristoranti. Il nostro era un appartamento, 15 minuti di passeggiata  a piedi dalla Strip.
 
 La media di tutti gli hotel ha avuto un costo pro capite di circa  450 euro per 9 giorni.
 

Volo per San Francisco

Air France  + assicurazione: 450 euro. 

Noleggio auto 

La macchina è stata presa da San Francisco ( il giorno che andavamo via) e lasciata a Las Vegas il primo giorno che siamo arrivati. Un 7 posti super accessoriato e formula premium di assicurazioni a 750 euro per 6 giorni. Noleggiato tramite https://bit.ly/3dCegPs.

Tour e escursioni

Giro in aereo sul Grand Canyon costo 167,50 pro capite prenotato qui shorturl.at/jvHO1

Antelope Canyon costo 59 euro pro capite prenotato qui https://www.antelopecanyon-x.com/